Il romanzo di D.H. Lawrence coglie il punto cruciale di ciò che oggi si può, a ragione, considerare come una menomazione dell'intero genere umano: l'assenza di tenerezza. Lady Chatterley vive nel periodo del dopoguerra, i primi anni venti di un'Inghilterra che ha avuto e stava attraversando una trasformazione radicale; una società in cui sembrava contare solamente il progresso e il culto del denaro, una società in cui Constance Reid, la nostra lady, si ritrova a dover sostenere e prendersi cura del marito, Sir Clifford Chatterley, tornato dalla guerra con un'invalidità alle gambe che gli impedisce di camminare e procreare. La grave menomazione fisica accentua una frattura già presente nel loro rapporto e che, con il ritorno di Clifford e il loro successivo insediarsi a Wragby, la tenuta dei Chatterley, diventa insostenibile per Conny e la allontanerà da lui. Le interminabili giornate trascorse a correggere e a battere a macchina gli scritti del marito, poi, e la costante presenza a Wragby di facoltosi personaggi dell'alta società e scrittori affermati, contribuiranno a esacerbare l'animo di Conny che, esausta, si rifugia con sollievo in lunghe passeggiate nella tenuta del marito. In un capanno isolato tra i boschi, luogo in cui vengono preparate le gabbie per i fagiani destinati alla caccia dei Chatterley, Conny imparerà a conoscere la vera sé stessa grazie all'amore spregiudicato e irrinunciabile per il guardiacaccia del marito: Oliver Mellors.
L'uomo e la donna si incontrano attraverso la via trascendente del sesso: guidati da una sfrenata passione fisica consumata ovunque e nel costante terrore di essere scoperti, ma che permetterà ai due amanti di comprendere chi sono e soprattutto cosa vogliono dalla vita, si innamorano l'uno dell'altra. Tra antichi timori, vere e proprie paure e infinite certezze cercano disperatamente di sopravvivere e salvarsi da un mondo feroce e da una civiltà che molte persone, anche ai giorni nostri, rifiutano inconsciamente e che spesso è la causa di nevrosi che impediscono di vivere davvero la vita. L'amante di Lady Chatterley di H.P. Lawrence è un romanzo intramontabile, che attraverso la faticosa e travagliata riscoperta dell'autenticità di due esseri umani, vuole denunciare l'oblio al quale il genere umano è destinato se non compirà uno sforzo di diniego: la donna e l'uomo, questo afferma Lawrence sono naturalmente destinati alla tenerezza, l'unica salvezza possibile. Ma l'autore fa di più, ci avverte: solo attraverso la genuina passione carnale (senza costruzioni), via naturale e autentica dell'essere umano, si può riscoprire la natura di noi stessi. Il dio denaro, l'inutile allambiccarsi le menti, la costruzione macchinosa di artifici metaforici e la disumanizzazione dell'Io sono il baratro da cui ci si deve salvare, se ci si vuole compiere come esseri viventi. Consiglio di leggere questo libro perché è capace di risvegliare le coscienze, se letto nella giusta prospettiva. All'interno ci sono acute riflessioni che disseminate tra le pagine spingono veramente il lettore a considerare cosa ritiene valido per sé. L'amante di Lady Chatterley è una luce onesta che aiuta chi lo legge in un'analisi critica su cosa sia diventato oggi il mondo e che costringe a domandarsi se quello che si sta compiendo nella vita è coerente con il volere.
Oggi come non mai la lettura di un libro come questo farebbe bene a tutti, in cui ci spinge e sprona a fermarsi e a riflettere sulle cose vere e importanti della vita. Grazie, bella recensione. Lo leggeró. Fabrizio
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