Il romanzo di D.H. Lawrence coglie il punto cruciale di ciò che oggi si può, a ragione, considerare come una menomazione dell'intero genere umano: l'assenza di tenerezza. Lady Chatterley vive nel periodo del dopoguerra, i primi anni venti di un'Inghilterra che ha avuto e stava attraversando una trasformazione radicale; una società in cui sembrava contare solamente il progresso e il culto del denaro, una società in cui Constance Reid, la nostra lady, si ritrova a dover sostenere e prendersi cura del marito, Sir Clifford Chatterley, tornato dalla guerra con un'invalidità alle gambe che gli impedisce di camminare e procreare. La grave menomazione fisica accentua una frattura già presente nel loro rapporto e che, con il ritorno di Clifford e il loro successivo insediarsi a Wragby, la tenuta dei Chatterley, diventa insostenibile per Conny e la allontanerà da lui. Le interminabili giornate trascorse a correggere e a battere a macchina gli scritti del marito, poi, e la costante presenza a Wragby di facoltosi personaggi dell'alta società e scrittori affermati, contribuiranno a esacerbare l'animo di Conny che, esausta, si rifugia con sollievo in lunghe passeggiate nella tenuta del marito. In un capanno isolato tra i boschi, luogo in cui vengono preparate le gabbie per i fagiani destinati alla caccia dei Chatterley, Conny imparerà a conoscere la vera sé stessa grazie all'amore spregiudicato e irrinunciabile per il guardiacaccia del marito: Oliver Mellors.